giovedì, 13 ottobre 2005
15:13

commenti (1)

Riforma

di ckiikc

Alla faccia! era un bel po che non scrivevo sul blog.

Dovrei finire il post sul refererendum sulla procreazione assistita per esempio, ma già incalza la riforma elettorale della quale tutto si può dire tranne che non sia una simpatica rivoluzione.

Personalmente sono a favore del proporzionale per una ovvia questione democratica. Ora, si va sbandierando in giro che codesta, in discussione in queste ore in aula, sarebbe una riforma proporzionale. Ma lo è solo per quanto riguarda la determinazione di un premio di maggioranza, il che vuol dire che nella composizione parlamentare il volere espresso proporzionalmente dai cittadini sarà alla fine composto in modo maggioritario, dando ad una forza la maggioranza assoluta dei seggi.

La cosa che trovo assai divertente è che questa riforma è stata realizzata esclusivamente per il superamento del bipolarismo permettendo la creazione di almeno una terza coalizione. Infatti, la legge, che per carità è ancora in discussione in aula (ma che non verrà sostanzialmente cambiata in questo punto),  permette che qualsiasi partito abbia superato il 4% dei voti su base nazionale abbia una rappresentanza in parlamento, sia esso collegato ad una coalizione o meno. A questo punto introduce il premio di maggioranza per quella lista o coalizione di liste che abbia ottenuto la maggioranza relativa. E' chiaro che sotto queste ipotesi di legge sarebbe possibile che un partito, nel caso un po strano (ma comunque possibile ripeto), con l'8% e in presenza di altri 23 partiti che non si coalizzassero, ciascuno con il 4% dei voti, ricevesse 340 seggi (pari al 55% dei seggi totali contando che vanno esclusi i 12 per gli italiani all'estero).

Ora, non mi spingo a considerzioni sulla governabilità in un sistema di questo tipo. Solo faccio un'ultima considerazione: se il sistema pensato con questa riforma permette un caso estremo come questo, sicuramente permetterà due casi meno complicati

  1. la possibilità da parte di una terza coalizione, oltre alle due esistenti adesso, di diventare maggioranza, dando finalmente una sponda ad una ipotesi centrista - ammessa per altro dal presidente del consiglio questa mattina al TG1;
  2. la possibilità da parte di una singola lista di diventare maggioranza nel paese nell'incredibile caso (direi eversivo) nel quale tutti i singoli partiti di una certa rilevanza, per smanie totalitarie, cercassero di concorrere alle elezioni singolarmente.

Ovviamente la mia è una semplificazione che non può tenere conto di tutti quei partiti che partecipando alle elezioni, ma non raggiungendo il 4%, farebbero riversare sui partiti più forti i loro voti non assegnati [qui un'ipotesi]. 

Non so, infine, se la mia analisi sia corretta o meno - mi piacerebbe avere altri pareri - comunque ritengo che nel caso le due ipotesi fossero corrette, lo scopo della legge non sarebbe già quello paventato dalla sinistra di affossare una loro futura maggioranza, ma quella di eliminare le frange estreme dei partiti per la formazione prima di un nuovo centro (cosa forse fastidiosa, ma affatto criminale), ma soprattutto quello di un'apertura ad un'ipotesi totalitaria nella quale un partito con il 20-25% potrà diventare maggioranza assoluta nel paese.

Ho sentito, a Ballarò credo, che sarebbe stata introdotta una soglia per le coalizioni del 10%, ma questo a mio parere non risolverebbe il problema.

Fatemi sapere.

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