lunedì, 30 luglio 2007
16:05

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Soli si muore

Questi difensori della famiglia commetteno troppi falli.

Cocaina e due squillo. Una si sente male e viene ricoverata in ospedale. E lui si difende così:

"La droga neppure l'ho vista": "Quella signora - afferma il deputato - l'ho conosciuta a cena, presentata da amici". Hanno trascorso la serata insieme in una suite all'hotel Flora in via Veneto ma dopo, assicura Mele, "ognuno è andato a dormire in stanze diverse della suite". Di cocaina l'onorevole dice non solo di non averne fatto uso, ma nemmeno di averla vista: "Forse quella donna ha preso delle pasticche. Che ne so: io dormivo". Mele insiste anche sul fatto che lui era in compagnia di una sola ragazza; la seconda, dice, l'ha chiamata l'altra: "A un certo punto poi se n'è andata e non so più niente".

da Repubblica.it
"La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma...".

 -- Lorenzo Cesa

Ottimo. Magari mercoledì l'onorevole... perchè sembra sia ancora onorevole (si sarebbe solo dimesso dall'udc ma resterebbe parlamentare)... dicevo, fose mercoledì si presenterà al test antidroga per parlamentari indetto dallo stesso UDC (qualche mese fa, giusto il tempo di far disintossicare i colleghi)


 

P.S. Sembra che l'onorevole Mele non si sia presentato al test.

venerdì, 27 luglio 2007
16:56

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venerdì, 27 luglio 2007
13:46

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giovedì, 26 luglio 2007
16:27

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down on my knees i'm bending you

Chi possiede un blog oppure un sito impazzisce per le statistiche. Non ce n'è, ci si perde una caterba di tempo appresso, e spesso si fanno delle scoperte divertenti.

Sapere ad esempio che qualcuno giunge dalle tue parti digitando

Video ginocchiate alle palle

e subito dopo, non pago, con

Tanti video ginocchiate alle palle

sono cose che lasciano il segno, e ti fanno pensare che forse almeno un video con ginocchiata sulle palle ce lo devi mettere. Tieni, questo è per te amico sadomaso.

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giovedì, 26 luglio 2007
15:07

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Cose che capitano/2

Archiviato da ckiikc in: cose che capitano, intercettazioni, berlusconi, forleo

Intercettazioni, Berlusconi si schiera:
«Voteremo no alle richieste della Forleo»

Berlusconi ieri sera nel corso di una cena con i deputati "azzurri". «Abbiamo dei principi - avrebbe motivato l'ex premier - che non mutano, indipendentemente dalle persone che sono coinvolte».

giovedì, 26 luglio 2007
14:58

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Cose che capitano

Archiviato da ckiikc in: cose che capitano, siria, esplosione

Siria, esplosione in base militare: 15 uccisi
Il governo esclude l'attentato: "Il grande caldo ha fatto esplodere un deposito di munizioni".

mercoledì, 25 luglio 2007
12:27

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Un giudice

Archiviato da ckiikc in: intercettazioni, fassino, dalema, bertinotti, mastella
GIP, GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI

Nel nuovo Codice di procedura penale è il giudice che, in tutta la fase delle indagini preliminari, esercita una funzione di garanzia, di controllo e di decisione, affiancando l'opera del pubblico ministero. Infatti, sta a lui convalidare il fermo e l'arresto, autorizzare le misure cautelari (come la custodia in carcere) e le intercettazioni. Può disporre la proroga fino a due anni della durata delle indagini, che di norma non devono superare i sei mesi. Al termine delle indagini, decreta l'archiviazione, richiesta dal pubblico ministero, o dispone l'udienza preliminare, per controllare, in contraddittorio fra pubblico ministero e difesa, gli elementi raccolti. In questa udienza, dispone il giudizio - che avverrà davanti a un altro giudice - oppure emette la sentenza di non luogo a procedere.

(fonte: dizionario del cittadino)

Un giudice cari Napolitano, Bertinotti, D'Alema, Fassino, Finocchiaro e Mastella giudica.

Nel caso specifico, poi, è implicito che se un gip chiede di poter utilizzare le intercettazioni di parlamentari è perchè li ritiene colpevoli. Altrimenti darebbe il non luogo a procedere esprimendo anche in questo caso un giudizio.

giovedì, 19 luglio 2007
16:20

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Non sparate sull'ambulanza, ci sono io dentro

Archiviato da ckiikc in: ambulanza, la7 , gustavo selva, dimissioni ritirate

Gustavo Selva ha ritirato le proprie dimissioni dovute allo spiacevole episodio de "un'ambulanza per La7". Il senatore si è svincolato con un discorso che ha commosso gli astanti e toccato gli animi del paese.

Qui di seguito il passaggio saliente di un discorso durato 25 minuti (qui la versione integrale)

[...]

Gustavo Selva: Vediamo allora, se consentite, i fatti veri.

Ho cercato per mezz'ora, con l'aiuto di un gentile funzionario di Polizia, di fare arrivare un taxi almeno a ponte Cavour (lo sottolineo, almeno a ponte Cavour). La stessa cosa ha fatto una segretaria de "La7". Invano. Il blocco era ferreo. Era tanto ferreo che anche un collega mi ha detto di non essere potuto entrare nella sua abitazione e questo sarà pronto a testimoniare.

Le concitate telefonate mi hanno provocato fibrillazioni cardiache (non voglio la vostra indulgenza, ma sono portatore di quattro bypass), per cui sono stato accomodato e soccorso nell'ambulanza di servizio di Palazzo Chigi o di Palazzo Montecitorio. Sono stato poi trasportato all'ospedale San Giacomo.

Mi sono ristabilito, forse anche in virtù del primo soccorso che mi sono dato io, che porto sempre il "Carvasin" con me, al punto che la Presidenza del Consiglio - tenete presente, per favore, questo passaggio - mi proponeva una seconda macchina: è stata invece decisa, con il responsabile dell'autoambulanza, la soluzione di non mettere in moto un meccanismo ancora più complicato e di portarmi, con il mezzo in cui mi trovavo, in via Novaro.

E qui, onorevoli senatori, si inserisce il fatto falso e disonorante per me, se fosse avvenuto, citato come principale motivo della mia indegnità dal ministro Turco: «Il bilancio poteva essere tragico nel caso in cui - e poteva accadere - un'altra persona avesse avuto realmente bisogno», parole della signora Turco (ANSA, 10 giugno 2007, ore 18,58).

Questo "caso" non poteva, senatrice Turco, assolutamente accadere, perché quell'ambulanza era a disposizione esclusivamente di quanti, me compreso, che stavo assistendo alla conferenza stampa di Bush e Prodi, si trovavano nel cortile di Palazzo Chigi. Io c'ero, con regolare permesso.

Le dichiarazioni del ministro Turco non sono state innocenti per me. Vi cito, fra le altre dello stesso tono, due e-mail ricevute lunedì 11: «Maledetto ladro, cane, l'ambulanza lasciala a chi veramente sta male». Un'altra: «Si vergogni schifoso maledetto!!!! Di cuore. Sei un imbecille, un arrogante, un ladrone della cosa pubblica per cui se vuoi salvare la Patria e il Senato (che purtroppo contiene altri a te pari) rinuncia alla tua carica e sparati un colpo in testa». Fin lì non ero disponibile in ogni caso ad arrivare.

Le TV, le radio e i quotidiani, amplificando le dichiarazioni del ministro Turco, mi hanno "impiccato", per due giorni seguenti al fatto, quale "mostro di arroganza" del potere, con l'ingrediente, come ha scritto il quotidiano spagnolo «El Mundo» (che ho qui con me), di un "senatore della destra denunciato come indegno da un Ministro donna".

Ne parlavano con toni critici quotidiani tedeschi e forse chissà di quali altri Paesi, con cui io ho avuto - ecco la mia sensibilità, se consentite - contatti ai più alti livelli politici e parlamentari, come Presidente della Commissione affari esteri della Camera dei deputati nella precedente legislatura, e con i quali continuo ad avere rapporti, quale componente della Commissione difesa, della Commissione politiche dell'Unione Europea e della delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO.

Onorevoli senatori, le parole del ministro Livia Turco mi hanno addolorato, offeso, ma non meravigliato. Vedo che il lessico vetero-comunista, quando si tratta di usare la menzogna contro un avversario politico, è duro a morire anche in una senatrice post-comunista.

--------

Come questa versione dei fatti si concili con la frase dello Stesso Gustavo

”Scusate il ritardo, ero in piazza del Parlamento. Le macchine oggi non possono arrivarci. Alla fine ho preso un’ambulanza...” “Un vecchio trucco da giornalista”.

non è dato sapere.

giovedì, 19 luglio 2007
15:02

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Ritorsioni

Archiviato da ckiikc in: espulsioni, litvinenko, indesiderati, diplomatici

Caso Litvinenko: espulsi cinque indesiderati da casa mia.

lunedì, 16 luglio 2007
17:23

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Risposte in esclusiva

Qui, in questo blog, si è daccordo col signor Gennaro Carotenuto che cita Il buon Caffè riguardo al fatto che qualche mese fa si negarono ingiustamente i conforti religiosi al suicida eutanasa Piergiorgio Welby, mentre oggi il suicida, ma non eutanasa, avvocato Corso Bovio ne gode.

Ora, ci si chiede: ma qual è il discrimine, quale è stata la discriminazione?

Io mi sento di rispondere sinceramente, da ateo, a questa domanda alla quale ipocritamente nessun cattolico, nessun uomo di chiesa risponderà mai.

Bovio è il fai da te, Welby cercava nello stato la comprensione e l'autorizzazione. Bovio nell'ombra della solitudine, Welby alla luce del sole. Nascosto, palese. Vergogna e peccato, Consapevolezza e coraggio.

La chiesa sembra preferire le prime: il nascosto, la vergogna, la solitudine e l'ombra; perchè in queste può imporre il suo controllo, la sua giurisdizione. Può dispensare i suoi servizi di cui possiede l'esclusiva.

Non disdegna gli atti peccaminosi in se (visto che dispensa funerali a suicidi), solo ci tiene che siano considerati tali: peccaminosi. In modo da avere il potere di perdonare e confortare.

Anche in altre questioni l'atteggiamento è lo stesso: per l'aborto che considera un peccato gravissimo, ma evita di considerare che l'assenza di una pratica abortiva di stato favorisce l'aborto clandestino (il nascosto appunto); per il sesso che deve avvenire solo dopo il matrimonio (fino a poco tempo fa di sua esclusiva pertinenza) così che possa essere considerato peccato farlo prima.

In nessuno di questi casì però si viene cacciati dalla chiesa, puoi anche essere recidivo, non importa; vieni accolto nel confessionale e ne esci come nuovo.

A Giorgio Welby invece è stato dato un fermo e severo calcio in culo. Non perchè peccatore, ma perchè rivoluzionario.

domenica, 15 luglio 2007
15:49

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Google Pack

Oggi parliamo di un utilissimo pacchetto software offerto gratis da google che contiene tutti i programmi necessari per un buon funzionamento del nostro computer: dall'antivirus al browser web, da programmi per chattare e chiamare i vostri amici su pc a programmi per album di foto e fotoritocco.
Ogni programma è selezionabile separatamente, permettendo così di personalizzare completamente l'installazione secondo le proprie esigenze.

Scarica Google pack da qui

Qui di seguito una breve panoramica del software messo a disposizione:

Google Earth
  • Ingrandisci l'immagine dallo spazio fino al livello della strada, esplora il mondo
  • Individua mappe, indicazioni stradali, hotel, ristoranti e altro ancora
Picasa
  • Trova, modifica e condividi le tue foto in pochi secondi
  • Rimuovi facilmente l'effetto occhi rossi e correggi le foto
Mozilla Firefox con Google Toolbar
  • Esplora il Web in modo rapido e sicuro
  • Passa rapidamente da una pagina all'altra grazie alla navigazione a schede
Skype
  • Chiama e videochiama gratuitamente gli utenti Skype
  • Chiama e videochiama i telefoni fissi e i cellulari a costi davvero bassi
Norton Security Scan
  • Rileva ed elimina virus e worm Internet
  • Aggiornamenti gratuiti sul rilevamento e scansione pianificata
Adobe Reader
  • Visualizza, stampa e cerca i file PDF mediante un'interfaccia riprogettata
  • Proteggi con password i tuoi documenti e collabora online a meeting in tempo reale
E altro ancora...
Scarica Google pack da qui

Tutto il softwre è offerto gratuitamente ed è quanto di meglio si possa trovare in internet per leggere documenti pdf; organizzare e ritoccare foto e immagini; proteggere il proprio pc da virus, malware e trojan; navigare sicuri in internet; parlare e chattare con i nostri amici gratuirtamente. Assolutamente da provare.

sabato, 14 luglio 2007
22:44

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Piero Ricca oscurato

Qualche mese fa per le vie di Milano (credo) Piero Ricca ed Emilio Fede ebbero un incontro verbale nel quale Piero chiedeva conto ad Emilio del fatto che Rete 4 fosse ancora visibile nell'etere italiano nonostante una sentenza della corte costituzionale ne sancisse la esclusiva trasmissione via satellite.

L'intervista iniziata appunto con la domanda su rete 4 si è trasformata immediatamente in un alterco grazie ad Emilio Fede che ha dato dell'imbecille a Piero.

Piero a quel punto c'è andato giù "pesante" rinfacciando al direttore del TG4 il fatto che il suo principale avesse definito Biagi un criminale dell'informazione mentre Fede un baluardo della stessa.

In mezzo o successivamente (non ricordo bene) c'è stato l'incivile sputo di Emilio Fede a Piero Ricca.

Da questo episodio, in questi giorni, è scaturita una querela nei confronti di Piero Ricca da parte di Emilio Fede che ha portato alla chiusura, da parte della guardia di finanza di Roma, del Blog di Piero Ricca [www.pieroricca.org], nel quale era presente un post che riportava il video della vicenda. Il sequestro è avvenuto mediante cambio di password (Piero ora continua a scrivere su http://www.quimilanolibera.net/ dove si potrà leggere l'evoluzione della vicenda).

Ora, la querela a Piero non è stata ancora recapitata, e quindi non sono ben chiare le ragioni per le quali il fedele Fede l'abbia sporta. Però il fatto che la GF abbia fatto cancellare il post di Piero nel quale era presente il video dell'alterco, ma soprattuto che la stessa GF abbia provato, senza riuscirci, a far rimuovere il video da YouTube, induce a pensare che la querela riguardi il video stesso e la sua trasmissione.

Ora, se il problema è la trasmissione del video, andrebbero oscurati pure sia RaiTre che Canale5 che trasmisero il video rispettivamente su Blob e su Striscia la notizia (27/04), ma soprattutto il sito di Mediaset Video che continua a riproporlo.

Ma forse quello trasmesso da Striscia la notizia non è tanto fastidioso quanto l'originale visto che è zeppo di tagli che tolgono le parti più succose.

Al di la dei fatti, comunque, è indecente che nel nostro paese non si possa più contestare un potente ed esprimere un'opinione diversa da quella artatamente comune. Un'opinione diversa magari da quella per la quale Emilio Fede è considerato tutto sommato simpatico perchè sgamato. No, si deve poter dire che per alcuni, forse per molti, Emilio Fede non dovrebbe più svolgere l'attività giornalistica perchè non garantisce l'imparzialità, la correttezza e la completezza dell'informazione (nemmno negli attuali standard della televisione italiana). Che Rete 4 dovrebbe lasciare il posto ad Europa 7 la quale detiene la frequenza di diritto; per rompere un monopolio che non è solo economico, ma culturale nel quale personaggi come Emilio Fede sono considerati "normali", ma soprattutto simpatici.

Qui ripropongo il video integrale e di seguito quello trasmesso da striscia la notizia. Se non ricordo male poi Blob ritrasmise quello di striscia.

Video Originale

 Quello di Striscia la notizia

qui invece l'intervista a Francesco Di Stefano realizzata da Piero Ricca per il sito www.beppegrillo.it sui fatti che hanno portato allo scontro verbale e legale.

 

lunedì, 09 luglio 2007
14:56

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Rahmatullah a Roma

Stasera alle ora 21 in piazza Farnese in Roma, Gino Strada e Rahmatullah Hanefi ringrazieranno per il sostegno ricevuto durante la prigionia del collaboratore di Emergency. Si festeggerà poi con un concerto dei Tete de Bois.

Sara' presente anche Ezio Mauro, direttore de La Repubblica quotidiano che ha sostenuto l'iniziativa "Apriamo alla pace: una chiave per Rahmatullah".
Saranno presenti banchetti informativi e di raccolta fondi per sostenere le attivita' di Emergency in Afganistan.
domenica, 08 luglio 2007
13:25

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Al contadino fai sapere che se non cambia...

Archiviato da ckiikc in: parmigiano reggiano, greenpeace, mucca, soia ogm

Parmigiano-Reggiano, atto secondo!

La campagna Parmigiano-Reggiano è partita da appena due settimane e già più di 7000 persone hanno chiesto al Consorzio di modificare il disciplinare di produzione per eliminare dalla filiera produttiva del Parmigiano i mangimi contenenti soia Ogm. Siamo molto soddisfatti di questa partenza, ma insieme possiamo fare di più!