
Un film che consiglio caldamente.
il pezzetto che segue è preso da un mio commento di poco fa su di un post nel sito di "Agorà di Cloro" e da un mail ad un'amica
“Il prezzo della libertà” di Tim Robbins, 1999. E’ un film che parla della crisi del ‘29 negli stati uniti, della nascita del sindacalismo, dei finanziamenti alle opere pubbliche, ed anche al teatro, per rilanciare l’economia. C’è, nel film, evidentissimo il conflitto tra il “mecenate” e l’artista, tra il datore di lavoro e il prestarore d’opera, tra il padrone e l’operaio.
Grazie a quella vicenda, nel film, si parla soprattutto del tema della libertà, e si mostra sotto quali condizioni, le più disparate, si forma il processo artistico e di quali sono le conseguenze delle scelte di libertà dei singoli artisti. C'è anche il nascere della coscienza di classe (negli Stati Uniti!!!) e tanto altro, e in alcuni casi è pure altamente metaforico...
Ad un certo punto del film c’è un dialogo tra Rockfeller, altri magnati e un politico. Ve lo riporto senza indicare chi è a dire cosa, tanto non è importante:
“Nelson finanzierà una nuova corrente artistica. Una mostra itinerante attraverso l’Europa che metta in luce gli artisti americani.”
“Niente politica.”
“Esatto. Pittura astratta. Colori e forme. Niente politica”
“I miei giornali la saluteranno come una novità folgorante. Santificheremo gli artisti. Li faremo diventare ricchi. E di lì a poco tutti gli artisti seguiranno le nuove tendenze.”
“Tu credi? C’è qualcosa negli artisti che li rende sempre attenti al sociale.”
“Questo è vero.”
“Beh nessuno li pagherà in questo caso.”
“Non circoleranno. Non avranno influenza.”
“E per non morire di fame si adatteranno. Sopravvivenza.”
“E si sa che gli artisti sono puttane, come tutti noi.”
Si Becca cinque compàgnolo su cinque:




